Il 10 dicembre 2025, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stata inaugurata BENU, l’opera site-specific che l’artista Eugenio Tibaldi ha realizzato in maniera permanente all’interno della Casa Circondariale Femminile di Rebibbia “Germana Stefanini”, il più grande istituto penitenziario femminile d’Europa.
Il progetto presentato dalla Fondazione Severino e dalla Fondazione Pastificio Cerere, a cura di Marcello Smarrelli, si inserisce nel solco delle numerose iniziative promosse dalle due fondazioni per portare l’arte contemporanea all’interno degli istituti penitenziari ed è realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo, con il patrocinio del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede e del Ministero della Giustizia.
BENU prende il nome da una creatura mitologica, un volatile dai colori sgargianti, sacro agli antichi egizi e consacrato al dio Ra, simbolo di nascita e rigenerazione, in seguito assimilato alla fenice e assunto dai cristiani quale emblema di rinascita e resurrezione.
Nell’interpretazione di Tibaldi, questa figura mitologica si trasforma in un messaggio di speranza e trasformazione, dedicato alle donne detenute per invitarle a superare i confini, fisici e simbolici, della reclusione.
L’opera, che nasce nell’ambito delle iniziative per il Giubileo 2025, è il frutto di un lungo e articolato percorso creativo partecipativo, iniziato nel settembre 2024 con le prime visite dell’artista al carcere, gli incontri preparatori con gli operatori e la definizione concettuale del progetto. Nei mesi successivi, Tibaldi ha condotto laboratori creativi con le detenute, le quali sono state invitate a raccontarsi attraverso un disegno accompagnato da un contributo testuale, rappresentando simbolicamente i loro pregi e difetti nell’immagine della fenice. In questo percorso il disegno è stato inteso come un linguaggio universale per la rappresentazione delle emozioni, in grado di annullare le distanze linguistiche e sociali.
Dai desideri e dalle necessità emerse nel dialogo con le donne della Casa Circondariale, Tibaldi ha tratto ispirazione per la creazione di BENU, un’opera d’arte site-specific e permanente, che rappresenta il punto d’arrivo di questo lungo percorso di collaborazione e crescita condivisa.
Le immagini realizzate nel corso dei laboratori sono state raccolte dall’artista e sintetizzate in due uniche fenici immaginarie che compongono un autoritratto collettivo delle partecipanti: nuove divinità e nuovi miti con cui le detenute sono riuscite a identificarsi per essere più forti e motivate nell’intraprendere il cammino di speranza e di rinascita.
Le due immagini sono state riprodotte in altrettante sculture luminose (innalzate su aste di oltre otto metri), poste all’interno del perimetro carcerario, collocate in modo strategico affinché siano visibili dalle finestre delle stanze di pernottamento delle detenute, dagli uffici del personale dell’istituto e dall’esterno del carcere.
Per illuminarsi durante la notte, queste immagini hanno bisogno della forza attiva delle donne ristrette. Rispondendo al desiderio di dotare la struttura di attrezzi ginnici, l’artista ha infatti proposto di installare delle cyclette collegate a generatori elettrici; grazie al lavoro fisico di ogni persona che utilizza questi attrezzi, viene prodotta e accumulata l’energia che ogni notte, ad un orario preciso, accende le immagini, collegando la loro visibilità all’esperienza quotidiana e alla volontà delle detenute.
Essendo visibili anche dall’esterno, le due sculture luminose inviano un segnale tangibile di vita, creando un ponte ideale con gli abitanti del quartiere e con i frequentatori delle aree circostanti l’istituto.
Il progetto è stato realizzato in partenariato con Casa Circondariale Femminile di Rebibbia “Germana Stefanini” e con la collaborazione di ARTELIA Italia S.p.A. che si è occupata delle attività di project management, progetto impianti elettrici e supervisione dell’esecuzione dei lavori. CARIOCA ha fornito tutti i materiali (dalla carta alle matite, dai colori ai pennarelli) per la realizzazione dei laboratori. APA – Agenzia Pubblicità Affissioni sostiene il progetto mettendo a disposizione la propria rete di impianti cartacei e digitali (LED), che diffondono in tutta la città di Roma le immagini di BENU.