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Inventory. The Fountains of Za’atari

progetto di Margherita Moscardini, mostra a cura di Marcello Smarrelli

11 Lug - 24 Nov 2018

Inventory. The Fountains of Za’atari è un progetto dell’artista Margherita Moscardini, promosso dalla Fondazione Pastificio Cerere e vincitore della prima edizione del bando Italian Council 2017, concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo.

Il progetto è frutto del lavoro svolto dall’artista all’interno di Camp Za’atari, il secondo campo profughi più grande al mondo, attualmente 80.000 residenti, nato in Giordania nel 2012 in risposta all’emergenza umanitaria causata dalla guerra civile siriana. Margherita Moscardini parte dall’osservazione del sistema idrico del campo, producendo un inventario delle fontane costruite dai residenti all’interno delle proprie case, immaginando nel lungo termine la loro diffusione internazionale come sculture attraverso un sistema virtuoso di acquisizioni. I primi risultati della ricerca saranno la produzione di un libro d’artista e di una scultura destinati alla collezione d’arte del Madre – Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli.

Il 15 giugno 2018, durante i giorni d’inaugurazione di Manifesta12, ha avuto luogo il lancio ufficiale del progetto attraverso un talk presso la GAM di Palermo. L’11 luglio 2018 è prevista la prima presentazione ufficiale delle opere con l’inaugurazione della mostra a cura di Marcello Smarrelli presso la Fondazione Pastificio Cerere.

Il progetto sarà promosso attraverso lectures, talks in università, fondazioni, musei nazionali ed internazionali nonché in Istituti di cultura italiana all’estero. Inoltre, sono in programma workshop e incontri con gli studenti delle Accademie di Belle Arti di Bologna, Brera, Palermo durante i quali Za’atari è proposto ai partecipanti come caso studio sopra cui immaginare un intervento d’arte, interrogandosi sulle responsabilità di un artista e il senso delle arti in un contesto così fragile e vulnerabile.