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Quartiere

Il quartiere San Lorenzo si trova nel quadrante est della città appena fuori le mura aureliane, tra il lato sud-est del complesso della stazione Termini, la basilica di San Lorenzo con il cimitero del Verano, e lo scalo ferroviario che costituisce il limite meridionale.

E’ stato realizzato, per la maggior parte, in un arco di tempo che va dal 1878 al 1930 ed è nato come quartiere di speculazione privata, fuori dei tracciati dei piani regolatori del 1873 e del 1883, con una destinazione per ceti popolari, artigianato e piccole industrie e, per questo motivo, ‘naturalmente’ estraniato dal resto della città. Il piano del 1909 non faceva altro che prendere atto dello stato di fatto e includeva nel perimetro urbano il quartiere con i suoi tratti originari ormai decisamente consolidati. Su un tracciato tipicamenti ‘umbertino’, come il vicino quartiere Esquilino o come Prati, San Lorenzo ha sempre presentato, al contrario di questi ultimi, dei caratteri degradati, tanto da essere oggetto di risanamento durante tutto il periodo della sua stessa costruzione, fin da quando, nel 1886, vi fu un pericolo di una epidemia di colera.

Il 19 Luglio 1943 il quartiere subì il più drammatico e grave dei bombardamento fatto a Roma dagli angloamericani durante il secondo conflitto. Vi furono circa milleseicento morti; molte abitazioni andarono distrutte e molte altre seriamente danneggiate. “L’abbandono e la fatiscenza sono arrivati nel secondo dopoguerra al punto massimo” (da San Lorenzo 1881-1981 di Marcello Pazzaglini, Officina Edizioni).

Oggi il quadro non è più questo.La posizione appetibile sta richiamando una popolazione diversa che compra e ristruttura le abitazioni, via via sostituendosi alla cospicua fascia di residenti anziani (che non molti anni fa erano il 22%); ma quando queste trasformazioni non hanno influito tanto da togliere del tutto al tessuto sociale il suo carattere popolare.

Testo tratto da: Abitare 285- maggio 1990